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MIIP: Lettere aperte 18-20 agosto 2003
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1. MIIP: Lettere aperte 18-20 agosto 2003
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LETTERA APERTA AL MINISTRO MORATTI
Egregio Ministro,
in riferimento alla vergognosa e ormai ben nota vicenda che coinvolge circa duecentomila insegnanti precari, i quali per il secondo anno consecutivo saranno gravemente lesi nei loro diritti a causa delle modalità di reclutamento e di inserimento nelle graduatorie provinciali permanenti, Le presentiamo considerazioni che riteniamo fondamentali e ineludibili. Come Lei ben sa, il problema è l'enorme sperequazione nei punteggi assegnati (e quindi nel valore attribuito) alle abilitazioni, acquisite secondo le regole stabilite dallo Stato nell'arco degli ultimi tredici anni (Concorsi
Ordinari del ྖ e del ྟ, Corsi abilitanti riservati, SSIS). Come Lei
ben sa, l'attuale disparità, dipendente da una normativa che si è andata sovrapponendo in modo oltremodo caotico e con risultati illogici sul piano della giustizia sostanziale, ha messo in moto un meccanismo di sistematico scavalcamento, con conseguente perdita del lavoro, a scapito di coloro che, seguendo i percorsi voluti e sanciti da leggi dello Stato, hanno conseguito il titolo di idoneità all'insegnamento secondo la normativa previgente.
Si è così determinato nelle graduatorie un progressivo, gravissimo e inammissibile scorrimento "a gambero", che ha già prodotto lo scorso anno scolastico, ipso facto, l'espulsione dal mondo del lavoro di migliaia di insegnanti precari e che causerà, nel corrente anno, l'annientamento professionale di altre migliaia, con una gravissima e aberrante lesione del principio del diritto al lavoro: per dare posto agli abilitati SSIS vengono buttati fuori dalla scuola gli altri. La cordata interna al Ministero che Lei dirige, costituita da esponenti vicini al mondo SSIS - Drago, Margiotta e Curti - e facente capo al Sottosegretario on. Aprea, sta cercando di giustificare il privilegio (causa di un gravissimo danno sociale) in nome di artificiose e del tutto autoreferenziali alte professionalità attraverso la negazione dei percorsi abilitanti finora seguiti da tutto il personale docente inserito nell'organico della scuola italiana.
Una tale operazione, primo passo dello smantellamento di ogni regola di gestione trasparente del personale, poggia su una pratica di bassa politica e non può certo costituire l'humus della scuola pubblica italiana, che ne risulterebbe nel suo insieme svilita. Nessun Ministro può permettere che centinaia di migliaia di docenti che hanno fatto quanto lo Stato richiedeva per accedere alla professione insegnante subiscano un tale trattamento iniquo e immotivato da parte dello Stato.
Nessun Ministro può annullare i percorsi precedentemente indicati dallo
Stato. Nessun Ministro può pensare di riformare la scuola partendo da
un tale coacervo di incoerenze e ingiustizie.
Occorre da subito intervenire - e si tratterebbe comunque di un intervento tardivo - affinché siano assicurate coerenza e rigore normativo nel reclutamento degli insegnanti, attivando da subito norme che risarciscano il danno subito, per pensare ad una riforma che sia luogo di soluzione dei problemi del presente.
La questione relativa al reclutamento dei docenti ne costituisce il cuore e la chiave perché va a definire l'immagine e la sostanza operativa della
scuola riformata. La coerenza e l'equità delle norme, preservando la scuola
dalla dispersione delle competenze professionali certificate, garantendo un orizzonte etico-politico di giustizia, sono presupposti imprescindibili di quella "formazione spirituale e morale" che la legge di riforma vuole garantire ai nostri studenti (art. 2 b del testo di riforma).
Lei, Sig. Ministro, si era impegnata ad agire in tal senso. La proposta
di attribuire 18 punti ai docenti precari inseriti nelle graduatorie provinciali con titoli di abilitazione non SSIS era una proposta di mediazione che, se è vero che costituiva solo un parziale riequilibrio, riconosceva però l'esistenza del problema, ed aveva il valore di attribuire un riconoscimento
alle altre abilitazioni. Tale Sua proposta è stata pubblicamente avversata
dal Suo Sottosegretario (che a Udine ha invitato gli abilitati SSIS a ricorrere al TAR contro il Suo provvedimento e non ha smentito tale sua presa di posizione a Pesaro) e affossata, di fatto, dalla non volontà di emanare un Decreto Legge, che avrebbe sistemato a livello normativo quel punteggio "di risarcimento".
L'emanazione di un Decreto era, in una tale situazione, un atto dovuto. Ora, per il secondo anno consecutivo, decine di migliaia di docenti, idonei all'insegnamento per lo Stato ma non per questo Governo, si ritroveranno nuovamente retrocessi nelle graduatorie e disoccupati a causa di una macroscopica ingiustizia (tra questi, non pochi abilitati con il concorso del ྖ); altri se ne aggiungeranno quest'anno, beffati dalla Sua azione inconseguente e
incoerente. E Lei, in una situazione di graduatorie in cui vi è un eccesso
di personale abilitato, ha permesso - attivando il V ciclo SSIS - che vengano ancora sfornati aspiranti all'insegnamento, contravvenendo alla legge che permetterebbe l'attivazione delle Scuole di specializzazione solo in quelle regioni e per quelle classi di concorso in cui vi sia una effettiva disponibilità di posti.
Dove è la coerenza in tutto ciò? Dove l'etica? Dove una vera e seria
ricerca di soluzioni?
Se davvero si vuole compiere un'azione di ripristino della giustizia sostanziale
occorre cominciare a fare i conti con i fatti. Occorre una seria assunzione
di responsabilità prima di proporre cambiamenti che dovrebbero riformare
il sistema. Occorre essere conseguenti nelle azioni e rapidi laddove si
ravvisa un'urgenza.
Se Lei non è in grado di proporre e garantire una seria soluzione ad un problema riconosciuto ufficialmente anche dal Governo che Lei rappresenta (ultima la risposta dell'On. Giovanardi al question time del 30 Luglio), e che interessa la classe docente tutta e quindi il paese, problema che a questo punto non può più essere imputato alle precedenti gestioni (sarebbe auspicabile da parte Sua e del suo Governo uno scatto di orgoglio nell'assunzione delle responsabilità e nella capacità di trovare soluzioni e rinunciare una volta per tutte a percorrere la strada dell'attribuzione della colpa agli altri), se Lei non è in grado di ristabilire un sistema giusto ed equo nel reclutamento del personale docente, sia almeno conseguente nei fatti: riconosca la propria debolezza e si dimetta! Perché la Sua credibilità è venuta meno nel momento in cui si è impegnata a garantire soluzioni e non lo ha fatto. Perché la sua capacità di gestione del Ministero è venuta meno nel momento in cui ha permesso che avessero unicamente spazio forze legate dall'unico intento di assicurare alle SSIS il diritto di prevaricazione. Perché la Sua forza è venuta meno nel momento in cui queste logiche hanno ottenuto sempre più potere, improntando in maniera devastante la scuola tutta, che non ha mai conosciuto un sovvertimento così rilevante delle regole e della logica e un'aberrante etica secondo la quale è giusto togliere il lavoro agli uni per darlo agli altri. Si dimetta, Ministro, perché non può più delineare prospettive future se non è capace di dare soluzioni al presente.


Lunedì 18 Agosto 2003
Movimento Interregionale Insegnanti Precari

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PREMESSA: In data 30 Luglio 2003, durante l'audizione che i delegati MIIP hanno avuto con il Collegio di Presidenza della Commissione Cultura alla Camera, i rappresentanti delle forze politiche hanno affermato che non era possibile un Decreto Legge per due motivi: Stavano per chiudere i lavori parlamentari per le ferie estive, quindi non c'era il tempo;
Un Decreto Legge che fosse andato a contraddire la sentenza del TAR correva il rischio (remoto e non certo) di essere incostituzionale.
Appare evidente la contraddizione del modo di agire del Governo, in quanto viene ora convocato un Consiglio dei Ministri straordinario durante il periodo di ferie per varare il Decreto salva-calcio che supera, svuotandole di valore, le sentenze dei TAR. Evidentemente le ricche società calcistiche, pur commettendo illeciti giuridico-finanziari, possono e debbono essere salvate, mentre i poveri ed onesti insegnanti precari, che di un grave illecito morale sono vittime, possono tranquillamente andare a dormire sotto i ponti!

IL DECRETO BLOCCA TAR
(Lettera aperta al Consiglio dei Ministri)
Egregi Ministri,
in data 19 Agosto si è tenuto un Consiglio dei Ministri straordinario per varare un provvedimento legislativo che ha tolto valore alle sentenze dei TAR regionali in materia calcistica. Al di là di ogni giudizio di valore sull'opportunità di tale provvedimento, i docenti precari vogliono sottoporre alla Loro attenzione alcune considerazioni. È ben nota a tutti la vicenda dei 18 punti aggiuntivi attribuiti ai docenti abilitati all'insegnamento mediante procedure concorsuali ordinarie e riservate, per riequilibrare, seppur parzialmente, le posizioni e i punteggi degli aspiranti inclusi in G.P. rispetto alla sopravvalutazione dell'abilitazione SSIS; è ben noto a tutti il gravissimo danno sociale prodotto da una normativa che, applicata ex abrupto, senza attuare una norma transitoria, ha leso i diritti di migliaia di precari; sono ben note a tutti le recenti sentenze TAR in merito ai ricorsi suggeriti e voluti da Valentina Aprea, sottosegretario
di Stato all'Istruzione. Ed è, infine, ben noto a tutti, soprattutto ai
precari, che il Governo in quell'occasione, cioè all'indomani delle sentenze dei TAR, non ha voluto emanare un DL che fornisse supporto normativo ai 18 punti, preferendo dare prova di incapacità di portare a compimento le proprie scelte, piuttosto che andare contro i "poteri" che evidentemente si celano dietro questo vergognoso gioco di rimpallo delle responsabilità e dietro le dichiarazioni di voluta impotenza davanti i pronunciamenti del Tribunale Amministrativo. Inutile sottolineare che tale modo di operare è dequalificante per il Governo tutto che, attraverso un'azione debole, inconsistente e disorganica ha sancito il definitivo fallimento della politica rendendola inerme e succube delle sentenze TAR e delle pressioni di una parte del Ministero, quella guidata dall'On. Aprea, che si sta adoperando per favorire esclusivamente interessi espressi da una lobby universitaria, quella SSIS. Mentre il Governo si mostra così sollecito a salvare l'avvio pacifico del campionato di calcio, singolarmente si mostra altrettanto sprezzante rispetto alla condizione di disoccupazione e di peggioramento delle condizioni di vita che decine di migliaia di precari, abilitati secondo la normativa previgente, stanno affrontando da due anni. Alcune domande allora emergono spontanee, soprattutto di fronte alle innumerevoli e troppo fumose rassicurazioni che ci vengono fornite dalle forze politiche: questo Governo sarà capace di trovare una soluzione (che ora non può che essere immediata) al problema del precariato scolastico tale che risarcisca i docenti di due anni di lavoro perso? E se ne fosse capace, vorrà questo Governo risolvere il problema con un'assunzione di responsabilità, senza continuare la miserrima farsa del "gioco delle colpe" e interrompendo definitivamente questo immorale massacro delle professionalità acquisite da centinaia di migliaia di docenti?
E se volesse risolvere il problema, quando intenderà farlo? Forse con
un DdL da presentare nel prossimo autunno, quando ormai l'anno scolastico
sarà partito secondo le condizioni volute dall'On. Aprea? Sa, questo Governo,
che proporre un DdL come soluzione è quanto mai intempestivo e inutile per i precari che per il secondo anno consecutivo saranno senza lavoro? E se, malauguratamente, il Governo non volesse risolvere il problema, potrà dire onestamente a milioni di persone in nome di quali "altissimi" ideali e di quale "ampia visione politica" i precari saranno sacrificati? Il MIIP - Movimento Interregionale Insegnanti Precari - attende una risposta concreta e conforme alle aspettative di migliaia di precari.

Mercoledì 20 Agosto 2003
Movimento Interregionale Insegnanti Precari


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Mail: redazione@edscuola.com
Date: 20 Aug, 2003 on 23:47
MIIP: Lettere aperte 18-20 agosto 2003
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