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Scuola, mancano i giovani docenti
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1. Scuola, mancano i giovani docenti
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da Il Corriere della Sera
18 ottobre 2003

Indagine Eurispes: su 41 mila edifici solo uno su 4 ha la certificazione contro gli incendi

Scuola, mancano i giovani docenti
Ricerca su otto Paesi europei. In Italia calano i professori di materie scientifiche

ROMA - Scuole vecchie e non del tutto sicure. Professione docente in crisi in tutta Europa. Due indagini, una sullo stato dell’edilizia scolastica, l’altra sullo scarso appeal esercitato dall’insegnamento tra i laureati del vecchio continente, specie quelli delle discipline tecnico-scientifiche, pongono inquietanti interrogativi sul futuro dell’istruzione.

FUGA DALLA SCUOLA - In Europa Stati, regioni, fondazioni e singole scuole incontrano sempre maggiori difficoltà nell’assumere e trattenere insegnanti bravi e motivati. A lanciare l’allarme sono gli imprenditori di otto Paesi (Austria, Danimarca,Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia) che per le loro aziende hanno bisogno di giovani dotati di valide conoscenze di base. Alti tassi di pensionamento anticipato, età media molto elevata, impoverimento del prestigio sociale, scarsa attrazione per il sesso maschile, scarsità di personale qualificato sono i sintomi di un malessere diffuso che nella percezione comune assimila la professione docente ad una sorta di sottoccupazione. Gli imprenditori chiedono ai governi di invertire questa tendenza utilizzando soprattutto l’incentivo delle carriere: «Dall’insegnante massa al professionista della didattica».
In Italia la fuga dalla scuola non è ancora un fenomeno allarmante. Ma non mancano dei segni premonitori. Nel Nord alcune graduatorie di discipline tecnico-scientifiche non sono più affollate come un tempo. Secondo alcuni esperti, le difficoltà potrebbero esplodere tra qualche anno con conseguenze gravi per la qualità dell’istruzione. Tra il 2004 e il 2012, secondo uno studio dell’Associazione nazionale presidi (Anp), potrebbero andare in pensione circa 400 mila insegnanti assunti tra il 1974 e il 1982. Chi li rimpiazzerà? «Se saranno sostituiti secondo una logica di scorrimento delle graduatorie - spiega il professor Antonino Petrolino, del direttivo dell’Anp - ci ritroveremo con tanti insegnanti selezionati solo sulla base dell’anzianità e con una formazione datata».

SICUREZZA - Ogni giorno dieci milioni di persone che lavorano e studiano nelle scuole italiane mettono a rischio la propria incolumità. Su oltre 41 mila edifici scolastici statali, solo 11 mila 70 hanno la certificazione idonea per la prevenzione degli incendi, meno del 27 per cento. Il quadro allarmante emerge dal quarto rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, realizzato dall’Eurispes in collaborazione con Telefono Azzurro.

G. Ben.

LA LAUREATA
«Io voglio fare carriera Non andrò mai in cattedra»
Irene Giribaldi, genovese: non è un mestiere per chi ha ambizioni

Irene Giribaldi, 26 anni, di Genova, laureata in Matematica, lavora in una azienda di hardware/software . Con una laurea in Matematica l’insegnamento sembra lo sbocco naturale.
«Per me no. Sono ambiziosa e secondo me chi insegna non lo è».
Perché?
«Innanzitutto perché fanno sempre le stesse cose, e non crescono. Poi lavorano solo mezza giornata e secondo me bisogna darsi da fare molto. Infine guadagnano poco e non hanno prospettive di carriera».
E’ soddisfatta ?
«Sì, molto. Anche se non mi ritengo arrivata. Spero di lavorare in un campo più vicino a quello per cui ho studiato».
Quale è la sua opinione sulla scuola?
«Positiva. Anche perché ho avuto degli insegnanti validi. Sicuramente è un mestiere importante, però possono svolgerlo solo persone non troppo ambiziose».

E.Espo.

IL MAESTRO
«La mia è una missione,
Eudiziangelo Gentili: ma molti miei colleghi sono demotivati

Eudiziangelo Gentili è «il maestro Angelo» per i bambini della scuola elementare «Achille Ferrucci» di Soriano del Cimino (Viterbo). Perché ha deciso di fare l’insegnante?
«All’inizio per comodità: pomeriggi liberi e tanto tempo per la famiglia. Dopo ho capito quanto sia bello e importante questo mestiere. Il maestro non è una professione, ma una missione. Formiamo i bambini e il loro futuro dipende anche da noi».
Cosa le piace del suo lavoro?
«Lavorare con le persone, non con gli oggetti. La soddisfazione più grande è quando rivedo i miei ragazzi, dopo diversi anni, e mi chiamano ancora "maestro"».
Perché attira sempre meno l’insegnamento?
«Perché ci sono tante cose che non vanno in questo settore, a partire dagli stipendi non gratificanti. ».

E.Espo.


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Date: 18 Oct, 2003 on 07:47
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