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Subject  :  Asti, la rabbia dei compagni di Matteo "Quelli che ti hanno fatto male sono vermi"
Author  :  edscuola redazione@edscuola.com
Date  :  07 Apr, 2007 on 16:59
da repubblica.it
Sabato, 7 Aprile 2007

Le esequie del 16enne suicida vessato a scuola da un gruppo di bulli che gli ripetevano: "Sei un gay"
Gli striscioni degli studenti: "Non doveva finire così. La tua storia meritava più ascolto"

Asti, la rabbia dei compagni di Matteo "Quelli che ti hanno fatto male sono vermi"


I compagni di Matteo portano la bandiera del loro istituto scolastico listata a lutto
TORINO - "Ti prometto: tutti quelli che ti hanno fatto star male, li faremo sentire peggio dei vermi". Si legge anche questo in uno dei bigliettini che gli amici e i compagni di scuola hanno lasciato questa mattina, a Buttigliera d'Asti, sul sagrato della chiesa dove si sono svolti i funerali di Matteo, lo studente di 16 anni morto suicida a Torino. Una minaccia contro i ragazzi che lo hanno deriso e vessato imponendogli un'etichetta di omosessuale che lui detestava.

Ieri, nella camera ardente di Torino, dove il corpo di Matteo era stato ricomposto, un messaggio analogo era spuntato tra i biglietti di condoglianze: "Quei delinquenti verranno puniti". Anche la preside dell'istituto frequentato da Matteo, il tecnico Sommeiller, uno dei più prestigiosi della città, ha ricevuto delle e-mail dai contenuti analoghi.

I compagni di classe di Matteo si sono raccolti nella chiesa San Martino. Silenziosi e commossi, stretti intorno al feretro, hanno issato la bandiera del loro istituto scolastico listata a lutto. "Forse adesso raggiungerai quel mondo diverso che non trovavi mai. Solo che non doveva andare così...", hanno scritto su un cartellone. E su un altro si leggeva: "La tua storia meritava più ascolto e magari chissà se avessimo potuto darti una mano...". Sull'altare, a celebrare la messa, oltre al parroco di Buttigliera d'Asti, don Bruno Vanoni, c'era anche lo zio di Matteo, don Giovanni Maritano, e don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele.

Straziante il dolore della mamma, Priscilla, filippina, del padre Francesco, dei due fratelli. In chiesa anche una delegazione della comunità filippina torinese. "Lassù hai trovato un mondo dove stai bene - è stato il messaggio letto da una ragazza - circondato da persone buone come te". E sull'agenda posta all'ingresso della Chiesa una mano ha scritto: "Come è difficile dare l'addio a uno spirito buono e a un'anima bella che questo mondo non ha saputo apprezzare".

Tanti applausi si sono levati quando la preside dell'istituto frequentato da Matteo ha preso il microfono per dire: "Sei stato l'orgoglio dell'istituto tecnico Sommeiller". Sulla bara di legno chiaro di larice, qualcuno ha posato un cuscino di fiori bianchi. E tanti fiori, mazzi di calle, di gerbere, di rose candide e azzurre, sono stati deposti davanti all'ingresso della chiesa, accanto ai biglietti d'addio.

Il fratello maggiore di Matteo avrebbe voluto pronunciare un discorso durante la celebrazione funebre, ma è stato travolto dalla commozione ed è scoppiato in lacrime. Nel corso dell'omelia, don Giovanni Maritano si è rivolto "agli educatori" invitandoli a "non abdicare al loro ruolo". E ha esortato gli adolescenti a non mollare: "Non cedete alle sirene dell'arrivismo e della facile popolarità. Le persone buone non sono un bersaglio da colpire, ma uno stimolo per fare meglio". La salma è stata poi tumulata nel piccolo cimitero del paesino astigiano, dove vive il padre di Matteo.


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